lunedì 24 gennaio 2011

Dal "Contratto per l'Europa" di Europe Ecologie, in vista del conclave di Bologna del 29-30 Gennaio

LA CRISI FINANZIARIA AMERICANA HA CATALIZZATO UNA CRISI SISTEMICA
SENZA PRECEDENTI dal 1929 che ha origine nella prima crisi socio-ecologica del capitalismo.
Questa crisi finanziaria ed economica s'aggiunge alle crisi climatiche, energetiche, alla rarefazione
delle risorse naturali, alla crisi alimentare e a quella della biodiversità. Abbiamo raggiunto il
crepuscolo del modello di sviluppo che domina il mondo da due secoli. Ciò segna un cambio
d'epoca. Un cambio d'era.
LA RECESSIONE ATTUALE COSTITUISCE LA CONSEGUENZA VISIBILE DI QUESTA
CONGIUNZIONE DI CRISI che si alimentano e si amplificano reciprocamente. Milioni di posti di
lavoro stanno per sparire affondando migliaia di  famiglie nella disoccupazione e nella precarietà.
Reagire di fronte a questo tsunami sociale è impossibile ricorrendo alle ricette del passato per
riparare una macchina senza fiato. Investire miliardi per salvare industrie obsolete, inquinanti o
delocalizzabili non serve a niente, se non a prolungare le cause della crisi. La trasformazione è
necessaria. Essa passa dalla conversione ecologica dell'economia, unica risposta responsabile e
globale alla crisi del sistema.
LA NOSTRA STRATEGIA PER L'OCCUPAZIONE SI BASA SU:
· La modernizzazione ecologica dell'economia tramite  la  riconversione dell'insieme delle
attività produttive e di servizi, basata sulla regolazione ecologica e contenente nel suo seno
giacimenti d'impiego  consistenti nelle  energie rinnovabili, nell'edilizia, nei trasporti, in
agricoltura, nella  manutenzione, nel rifornimento dei materiali, nella riparazione, il
riciclaggio, il commercio locale, la ricerca e l'innovazione o la protezione degli ecosistemi;
· La creazione di posti di lavoro socialmente utili e non delocalizzabili, di piccole imprese e
impieghi pubblici locali che permettano di andare verso “le relazioni piuttosto che verso i
beni”, particolarmente per la creazione di un quadro legislativo che sviluppi un terzo settore
europeo dell'economia sociale e solidale che si appoggi sulle associazioni, le cooperative le
società mutue;
· La riduzione dei tempi di lavoro che permette di lavorare tutti, meno e in altro modo;
· L’introduzione in scala europea di una clausola sociale e ambientale fondata  sulle
convenzioni OIT  (Organizzazione internazionale del lavoro)  e dell'ONU che permetta di
sovratassare oppure di proibire l'importazione proveniente da paesi che non le rispettino e di
ostacolare così la delocalizzazione;· L’introduzione del principio di  responsabilità sociale e ambientale delle imprese al fine di
permettere alla collettività (imprenditori salariati, ma anche cittadini, eletti locali,
consumatori e utenti) d'influenzare le scelte fatte dalle imprese;
· La rilocalizzazione dell'economia al fine di sviluppare una politica che favorisca la
(ri)territorializzazione delle attività, intorno a filiere corte, morigerate in emissione di CO2,
generatrici di occupazione locale, che favoriscano le abilità e le identità culturali. La
realizzazione di un fondo europeo delle politiche regionali e territoriali sarà necessaria.

da: http://xsinistraunitaeplurale.it/sinistra/contratto-per-l-europa-di-europeecologie-francia

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